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Istituto Celati

L’Istituto fu costituito (sotto l’originario nome di Stabilimento di Beneficenza), con testamento datato 24 giugno 1854, per volontà della Nobildonna Silvia Adelasio ved. Celati del fu Luigi e della fu Contessa Maria Mosconi, affinché, nella casa di sua proprietà, sita in Trescore Balneario, fosse eretto, col patrimonio relitto, uno stabilimento di beneficenza per ricovero ed educazione delle “povere figlie derelitte o pericolanti dei Comuni di Trescore, S.Stefano e Carobbio” in quel maggior numero che fosse reso possibile in relazione alle sostanze disponibili nell’asse ereditario “depurato” (al netto, cioè, dei legati e oneri in genere).

A seguito del decesso della Nobildonna Adelasio, avvenuto in data 20 luglio 1854, il 1° maggio 1863 fu formalmente costituito l’Istituto Celati, il quale svolse, inizialmente, un’attività volta al convitto diurno e notturno delle fanciulle derelitte o pericolanti, così come prescritto dalla testatrice. La relativa gestione venne in un primo momento affidata alle cure delle Suore di S. Vincenzo de’ Paoli, secondo “i regolamenti disciplinari sulle norme di quelli che trovansi già in vigore in altri consimili stabilimenti”.


Nel Palazzo Celati, a Trescore Balneario, sempre in conformità alla volontà della testatrice, fu istituita anche una scuola che in poco tempo prosperò, al punto da raggiungere un numero considerevole di iscrizioni (circa 200). Da lì a poco, lo stesso Comune di Trescore, constatati il merito e l’importanza della nuova scuola, chiese ed ottenne di fondere con essa il proprio Istituto Scolastico Comunale, mediante la modica retribuzione di Lire 220 annue, cosicché la scuola che ne derivava venne resa accessibile a tutte le fanciulle, sia povere che agiate, del Comune di Trescore Balneario.

Quando, con legge 7 luglio 1866 n. 3036, l’Ordine di S. Vincenzo de’ Paoli venne soppresso, l’Istituzione, in conformità alle lungimiranti previsioni della fondatrice, fu affidata al “Municipio di Bergamo” che fu chiamato a dirigere l’Ente conformemente alla destinazione originaria e a mezzo di un organo amministrativo i cui membri dovevano essere nominati secondo regole definite nelle medesime tavole di fondazione. 

L’art. 11 di dette ultime disposizioni stabilisce che, “verificandosi alcuni dei casi di vocazione contemplati nel precedente articolo a favore del Municipio di Bergamo – tra i quali si contempla, appunto, la soppressione dell’ordine di S. Vincenzo de’ Paoli, n.d.r. – il Consiglio Comunale sceglierà dal suo Corpo, tre dei suoi membri ai quali delegherà la rappresentanza e conservazione della mia Istituzione col titolo di Curatore, ed essi provvederanno tanto all’amministrazione dei beni, quanto all’erogazione delle loro rendite conformemente alla loro destinazione. 

Il 26 febbraio 1872, assunta l’Amministrazione dell’Istituzione, il Comune di Bergamo approvò il regolamento affidando, nel contempo, la gestione dell’Ente alle Suore di Carità.

Nel 1890, l’Istituto venne fatto rientrare nell’ambito di operatività della disciplina delle I.P.A.B. (Legge Crispi), pur (presumibilmente) mantenendo – come concesso dall’art. 4 della legge medesima – l’autonomia amministrativa e di gestione rispetto agli Enti Comunali di Assistenza.

Con R.D. 16 febbraio 1939 XVII, l’Istituto fu eretto Ente Morale. Tale decreto, all’art. 2, dopo aver ordinato (rectius – operato direttamente) alcune modifiche al progetto di statuto, ne approvò il contenuto, dotando l’Istituzione di una nuova disciplina di funzionamento, adeguata e coordinata con le disposizioni legislative in materia di Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficenza. 

Nonostante le intervenute modifiche legislative e statutarie, la gestione continuò tuttavia ad essere condotta dalle Suore di Carità, le quali persisterono nel loro impegno sino al mese di agosto 1989. 

Da questa data in avanti il Consiglio di Amministrazione decise di proseguire, in gestione diretta, con proprio personale, la sola attività di assistenza pre / post – scolastica (accompagnamento a scuola, ritiro, pranzo e doposcuola) per gli alunni delle scuole elementari e medie, rinunciando al semiconvitto, fino ad allora praticato dalle Suore di Carità.

Nel 1994, l’Amministrazione dell’Istituto affidò la gestione del servizio - per cinque anni – alla Cooperativa Sociale “La Persona” di Bergamo. Tale gestione – condotta nei locali del Palazzo Mosconi/Celati di Trescore Balneario – si rilevò da subito eccessivamente onerosa, al punto che in data 1998, la Cooperativa rinunciò all’incarico, che venne affidato alla “C.P.E. - Coperativa per la Promozione dell’Educazione” di Calcinate. Anche quest’ultima esperienza, tuttavia, si rilevò da subito “non economica” e giunse al suo epilogo nell’anno scolastico 2000/2001.

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