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Opera Pia Azzanelli Cedrelli

Con testamento in data 30 luglio 1603, ricevuto dal notaio Giorgio Vavassori di Medolago, il benemerito Francesco Azzanelli, di Bergamo, istituiva suoi eredi universali i nipoti Paolo e Cristoforo Azzanelli e, per il periodo successivo al decesso di questi ultimi, i loro figli e discendenti “per linea mascolina” legittima.

Il testatore dispose, inoltre, che, una volta estintasi la suddetta linea diretta maschile, di tutti i suoi beni venisse dotato un “Monte” denominato “Ospitale di messer Bonomo, padre, messer Lodovico, fratello, e Francesco Azzanelli”, con lo scopo statutario di destinare “le sole entrate” alla somministrazione di medicinali ai poveri infermi “dentro la cinta nuova di Bergamo, ma che non fossero forestieri”, mentre l’eventuale sopravanzo venisse destinato nella “dotazione” di zitelle povere ed oneste.

Con altra disposizione, contenuta nel citato testamento, il benemerito Azzanelli dispose che detta beneficenza avesse inizio subito dopo la sua morte, stanziando all’uopo un capitale iniziale di quattromila scudi, destinato ad integrarsi, come già detto, allorché si fosse definitivamente estinta la linea maschile dei suoi discendenti.

Fu così che, al suo decesso, avvenuto nell’anno 1604 il neocostituito Ospitale degli Azzanelli incominciò ad esercitare la sua attività benefica. 

Nel 1739, estintasi la linea mascolina degli eredi maschi Azzanelli, l’Opera Pia assunse il possesso dell’intera eredità.

Il patrimonio dell’Ospitale degli Azzanelli venne in seguito incrementato con i lasciti di altri pii benefattori, ed in particolare con le liberalità disposte dalle seguenti persone: 
1) Sacerdote Don Placido Montechiari, che, con testamento 14 settembre 1715 legò a favore dell’Ospedale Azzanelli mille scudi, con l’onere di farli fruttare e destinarne le rendite ai sacerdoti di Bergamo che, per qualsiasi impedimento (naturale e/o canonico), non potendo celebrare la Messa, versassero in condizioni di bisogno. Con ulteriore clausola il testatore dispose che i sopravanzi fossero destinati all’acquisto di medicinali ai poveri e infermi di Bergamo.
2) Francesco Mazzoleni detto Campino, che, con testamento 26 maggio 1744, oltre ad avere disposto per l’Ospedale Azzanelli il legato di 2.000 scudi, perché ne fosse dispensato il reddito in medicinali ed elemosine ai poveri infermi della città, nominava il medesimo (Ospedale Azzanelli) erede dei rimanenti suoi beni, salva restando la riserva di usufrutto generale a favore della di lui coniuge e con ulteriore previsione che, una volta estintosi l’usufrutto, si provvedesse a sussidiare in danaro, col reddito derivante dai beni medesimi, i detti poveri, anche non infermi.
3) Sacerdote Don Angelo Piatti, che, con testamento 15 ottobre 1789, istituiva l’Ospedale Azzanelli erede universale, con l’onere di utilizzare le rendite per il soccorso in danaro dei poveri ammalati.

Nel 1807 l’Ospedale degli Azzanelli cessò di essere autonomo e - come tutti gli altri Istituti di Beneficenza della Città – fu concentrato in una sola Amministrazione, denominata Congregazione della Carità. 

Disciolta quest’ultima dal Governo Austriaco, a decorrere dal 1° gennaio 1822 l’Ospedale degli Azzanelli fu sottoposto all’amministrazione dapprima della Direzione degli Ospedali di Bergamo e poi del Consiglio dei locali Istituti Ospedalieri, mentre i legati e le eredità, come sopra disposti, furono aggregati ai locali Luoghi Pii Elemosinieri, in quanto ritenuta collocazione più consona.

Nel 1826 il patrimonio dell’Ospitale degli Azzanelli venne ulteriormente incrementato con il lascito del Nobile Ercole De Tassis di Bergamo, il quale, con testamento, dispose il legato avente ad oggetto la sua casa di abitazione, con annesso orto, ubicati in Bergamo Alta.

L’ 8 Maggio 1875 l’Ospedale Azzanelli acquistò, per testamento, l’intero patrimonio del Nobile Commendatore Francesco Cedrelli, il quale prescrisse che le rendite fossero impiegate come segue:
1) In sussidi, non inferiori alle lire 20, alle partorienti povere (escluse le sole meretrici pubbliche), domiciliate da almeno un anno nel circondario della beneficenza Azzanelli, o che, essendo di civile condizione, si fossero trovate, per circostanze eccezionali, in stato di bisogno;
2) In sussidi a tempo e a vita a quei sacerdoti, come sopra domiciliati, che si fossero trovati ridotti all’indigenza per vecchiaia, infermità, perdita di beneficio, sospensione a divinis, scomuniche per cause politiche;
3) Al fine di migliorare ed estendere a tutte le classi sociali il servizio sanitario ed ostetrico e la somministrazione dei medicinali, secondo lo spirito del fondatore Francesco Azzanelli.

Il lascito era condizionato alla sua ricostituzione quale ente autonomo, amministrato da una propria commissione, composta da tre cittadini, eletti dal Consiglio Comunale di Bergamo, uno per ciascuno delle tre parrocchie esistenti a Bergamo Alta. 

L’eredità fu accettata e conseguentemente – in esecuzione degli oneri che gravavano su di essa - l’Opera Pia venne riordinata (R.D. 24 giugno 1878) e dotata di un nuovo statuto (R.D. 18 maggio 1879), col quale, tra l’altro, si adottò la nuova denominazione di “Ospitale Azzanelli - Cedrelli”.

Successivamente, con lo Statuto approvato nel 1903, il nome venne ancora modificato, in “Opera Pia Azzanelli – Cedrelli”.

Da allora alla fine della seconda guerra mondiale l'Opera Pia Azzanelli - Cedrelli ha svolto i suoi compiti attraverso la gestione di due condotte mediche ed ostetriche e la fornitura gratuita di medicinali agli indigentI di Città Alta.

Sul finire degli anni cinquanta, anche a causa delle restrizioni del reddito dell'Opera Pia, l'Amministrazione Comunale di Bergamo assorbì tutta l’assistenza sanitaria già svolta dall’Ente.

Negli anni sessanta si è reso possibile un incremento del reddito mediante la conversione di parte del patrimonio agricolo in attività edilizia.

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